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Epicuro di Samo


Epicuro di Samo, maestro zen.
di Salvatore Shogaku Sottile
Vicenza, Aprile 1999
Riveduto Gennaio 2016


.. il tempo di Epicuro è straordinariamente simile al nostro;
e l’epicureismo si chiama oggi buddhismo.

(Innocenti, Epicuro, La Nuova Italia)

Della scienza della natura non avremmo bisogno, se
sospetto e timore delle cose dei cieli non ci turbassero,
e non temessimo che la morte possa essere per noi
qualcosa, e non ci nuocesse il non conoscere i limiti
dei dolori e dei desideri

(Massime capitali, XI)

Epicuro all’amico Idomeneo:
Era il giorno beato e insieme l’ultimo della mia vita
quando ti scrivevo questa lettera. I dolori alla vescica
e dei visceri erano tali da non poter essere maggiori;
eppure a tutte queste cose si opponeva la gioia
dell’anima per il ricordo dei nostri passati ragionamenti
filosofici. Tu ora, come si conviene alla tua
buona disposizione, fin da giovinetto, verso me e la filosofia,
abbi cura dei figli di Metrodoro.

(Diogene Laertio, Vita Epic., 15)



Notizie
Epicuro nasce, a Samo, nel 341 a. C.
Platone è morto da sei anni e Aristotele ha da poco superato i quaranta anni.
Ventitré secoli ci separano dalla nascita di quest’uomo mite che con la sua dottrina influenzò non solo la sua Grecia ma - e in modo non superficiale - s’insinuò fin dentro il cuore stesso dell’impero di Roma.
Quando Epicuro fonda la sua scuola, ad Atene, nel 306 a. C., Atene non è più la stessa. Non è più la stessa l’intera Grecia, a dire il vero, tanto che guarnigioni straniere - i luogotenenti di Alessandro, morto nel 323 - son lì per disputarsi ferocemente il suo impero. (nota1)

Se questo è il contesto storico e politico cui, necessariamente, Epicuro corrispose (nota2) qualcosa è necessario dire sulla diffusione che ebbe l’epicureismo, senza la quale poco si capirebbe dell’ostracismo che gli fu opposto.
Scrive Angelo Maria Pellegrino, lapidario: Un pensiero che, contrariamente a tanti altri, non ha mai fatto e non può fare male a nessuno… Uno fra i pensatori più amati e odiati di tutti i tempi, senz’altro il più mistificato, equivocato, vilipeso, il cui pensiero è come un incubo nella storia del cristianesimo (nota3)
L’epicureismo si diffuse in tutto il bacino del mediterraneo… diffondendo la cultura da Atene al mondo antico, coi nuovi e più fiorenti centri di Pergamo, Antiochia, Rodi, Alessandria…
Ma fu soprattutto Roma a esserne conquistata.
L’epicureismo vi fu conosciuto probabilmente quando il suo fondatore era ancora vivo, ma è soprattutto nel I secolo a. C. che si diffonde tra i Latini… Nelle opere in cui Cicerone tratta di problemi connessi con la filosofia, si trovano continui riferimenti all’epicureismo che testimoniano l’importanza che tale dottrina doveva avere in quel tempo.
Ed è proprio l’epicureismo che dà vita ad una delle più belle opere della lingua latina, il De rerum natura di Lucrezio. (nota 4)
Epicuro muore nel 270 a. C., all’età di settantuno anni. E muore, come abbiamo detto, chiamando quel suo ultimo giorno, questo giorno beato.
Ecco cosa scrive Diogene Laertio per l’occasione: ... Morì di calcoli renali dopo quattordici giorni di malattia, come scrive Ermarco nelle lettere. Ermippo riferisce che Epicuro in punto di morte, entrato in una tinozza di bronzo piena di acqua calda, chiese del vino puro e lo bevve d’un fiato.
Dopo aver raccomandato agli amici di non dimenticare il suo pensiero spirò.

I. Una nobile coincidenza
L’idea che mi dirige è la seguente: mettere in circolo il nostro essere greci (filosoficamente parlando) e praticanti del Dharma insieme, indagando una dottrina - quella epicurea - che presenta forti analogie con quella Zen.
Per leggere tutto il documento, scarica il file: Epicuro di Samo
NOTE
1 Le conquiste di Alessandro e le successive guerre dei Diàdochi
sconvolgono il mondo. Le piccole città greche non possono più nutrire
alcuna speranza di grandezza, avendo perduto, con l’autonomia, il diritto
di decidere della pace o della guerra.. Nell’Atene del V e IV secolo, ogni
cittadino, in un certo senso, era principe… Però, da Cassandro, e
soprattutto da Antigono II in poi, la Grecia ha ormai un solo padrone.
A.J. Festugière, Epicuro e gli dèi, Coliseum 1987, pag. 2.
2 Colui che vuole essere indipendente dagli uomini e dalla Fortuna deve
imparare a badare a sé stesso. Il saggio del III secolo è un essere che
“basta a sé stesso” (autàrkes)… Al di là della scuola di appartenenza,
Cinismo, Stoà o Giardino, questi sono i tratti comuni ai saggi ellenistici.
A.J. Festugière, Epicuro e gli dèi, Coliseum 1987, pag. 4.
3 A cura di Angelo Maria Pellegrino, Epicuro, Lettera sulla felicità,
Stampa Alternativa, 1992
4 Jean Brun, Epicuro, Xenia, 1996, p.20-21

 
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